Un nuovo libro sulla “creatura” umana disponibile su questo blog. Lo sfacelo guerresco in tutto il mondo, negli ultimi secoli da parte del modernismo, pure nella Chiesa cattolica, sta comportando la perdita progressiva della semplice creaturalità dell’uomo: apparentemente voluta come definitiva. È sempre dallo spirituale e dalla sua trascendenza che deriva inevitabilmente la salvezza dell’uomo.

Un libro sulla “creaturalità” umana in perdizione, scaricabile gratuitamente su questo sito. Potete trovare il mio ultimo libro  intitolato “La creatura umano-divina e pseudo moderna”, nella rubrica di questo stesso blog. Gratuitamente, come del resto per quasi tutti i miei libri.
La ragione ne è molto semplice per almeno tre motivazioni: la prima è che, senza opportuna pubblicità nel mercato del mainstream economico,non è possibile vendere proficuamente nel cosiddetto mercato: che, del resto, non esiste veramente se non per i libri del cosiddetto pensiero unico (o eccezionalmente…); in secondo luogo gli è che, per un lettorato che generalmente non legge più o quasi (se non solo titoli o frasette) o libri massificati o massificanti, gli incassi sono generalmente inferiori ai costi…; in terza posizione, vi è poi la mia determinazione a scrivere solo per pura testimonianza cattolica personale e totalmente priva d’interesse economico. In quanto sono pensionato da più di cinque  anni (ne ho 82). Con un tenore di vita di tutta la mia famiglia modestissimo. Il quale è volutamente ridotto all’essenziale non-edonista! Quindi che non richiede guadagni indesiderati e soprattutto per me… indesiderabili. E questo anche nel caso avessi talento letterario pregevole o almeno fondatamente filosofico (impossibile!), per i miei scritti d’interesse attualmente spirituale, certamente non  molto alla moda del mercato… Certo, ci sono grandi autori che ammiro e sono famosi, che pubblicano con profitti che non posso che rispettare…

Anche la Chiesa cattolica ha di fatto subìto l’infiltrazione ideologica negli ultimi cinque secoli della modernità antropocentrica, nella nouvelle théologie francese e rivoluzionaria.
Nell’ultimo mezzo millennio, il mondo prima occidentale e poi in tutta la sua estensione planetaria, ha esplicitamente iniziato a concepire la sua esistenza – con il Protestantesimo e il modernismo filosofico – in modo antropocentrico e non più teocentrico.
Esso ha pure iniziato a dubitare della Verità in generale e, particolarmente del Creatore dell’universo e dell’umano, avendone negato l’esistenza perfino della Creazione stessa.
Cosa del resto già avvenuta quasi sempre nella storia: da sotto “l’albero proibito della gnosi, da parte della coppia Adamo ed Eva;  passando alla distruzione della Torre di Babele competitiva con Dio da surrogare. E non solo…
Dunque l’uomo ormai vissuto come… padrone di sé stesso e del suo destino, negando il Creatore supremo come “causa prima” e “motore immobile”  originario (già aristotelico).
Sùbito poi appisolato per sempre. Oppure  nietzschianamente “morto”  per volontà “democratica” e immanente. Schiere di filosofi e teologi, anche argutissimi, sono così intervenuti, in questi ultimi cinque secoli, all’interno anche e perfino della Chiesa cattolica per svuotarne la religiosità da tutta la Creazione umano-divina già ben Rivelata. Come vuole pure la molto fortunata ideologia della “Nouvelle théologie”, per esempio di Teilhard de Chardin o dell’altro osannato gesuita  heideggerriano Rahner… Così ci si ritrova oggi e molto probabilmente sempre più in futuro, con una Chiesa romana desostanzializzata nella sua stessa Fede, ormai secolarizzata e gnostica. Anche con il nuovo e attuale Pontefice.

Il problema numero uno degli umani di sempre, rimasto ovviamente quello della propria salvezza, è stato illusoriamente risolto nell’ideologia dell’auto-sufficienza, oramai fallita!
Allo stesso modo con cui il processo anche di massa (con frequenza ora alla Messa e ai Sacramenti, contata su qualche dito di una sola mano!), detto di de-cristianizzazione totale delle società anche europee, si è conseguentemente sviluppato e si è giunti alla proclamazione del fallimento di siffatto modernismo ateistico e immanentista.
La Chiesa romana e tutta neo-petriniana risultante dalla storia l’aveva già fatto solennemente col suo clero apostolico, già dal Concilio di Trento di quasi cinque secoli fa.
Solo che detto fallimento è stato ora decretato non solo da tutti i Papi e uomini sapienti cattolici di grande cultura e sensibilità dette moderne (in senso cronologico), ma anche da rappresentanti della credenza di sinistra (filosofica ateistica e di più continenti).
Oltreché dalla destra liberale anch’essa diversamente mondialista… Destra e sinistra sono infatti uscite come le due ideologie storiche, dominanti e ignare negli ultimi due secoli. Realizzata in modo teoretico ed elitario solo sul piano filosofico e razionale del pensiero di Hegel: ambedue clamorosamente negati. Quindi considerati pressocché inutili (oltreché ormai in maniera sconosciuta!) in quanto in pieno relativismo del Tutto!                                                                

Il grande teologo-filosofo Papa Benedetto XVI stroncò, con la metafora del barone di Münchhausen, l’antico miraggio e chimera di salvare l’umano autonomamente e da sé.
L’ultima grande performance è stata – dopo quella fondamentale e grandiosa dell’enciclica “Pascendi”, di Papa san Pio X del 1907 – sempre  in modo molto ritenuto riservato, non a caso, l’utilizzo della metafora chiarissima del barone tedesco precipitato nelle sabbie mobili.
Senza però  preoccuparsene mentre sprofondava. In quanto certo di potersi salvare dalla morte  quando l’avesse voluto. “Tirandosi su, con le sue stesse mani dopo aver afferrato i suoi capelli”…
Così l’illusione massima di potersi salvare da sé è tuttora in pieno sviluppo nel modernismo sempre molto inconsapevole, da parte della maggioranza più che assoluta del mondo intero. Sebbene gli stessi filosofi o quantomeno la loro parte più intelligente, ora ha già proclamato più volte il fiasco totale storico del bel progetto modernista. Da almeno una sessantina di anni (per esempio da Heidegger) e da parte del massimo filosofo di sinistra oggi in Italia, Massimo Cacciari. Con reiterazioni precise e rigorose rispetto al problema centrale della salvezza umano- terrena e pure “ultraterrena”!

La Regalità di Cristo, nella storia e non il “Suo” Regno, sarà possibile totalmente solo nel Paradiso ultraterreno. È il “libero arbitrio” della Libertà ricevuta da Dio che l’impedisce!
La Monarchia di Cristo nella storia è stata chiarita dalla stessa risposta di Gesù a Ponzio Pilato che Gli aveva chiesto in cosa consistesse il suo Regno… Solo nel Cielo del Paradiso esso sarà possibile completamente. Mentre con l’altro famoso paragone tutta la governance, diremmo oggi, del mondo è sempre stata affidata agli uomini laici, ovviamente.
È la Libertà espressa nel “libero arbitrio” donato da Dio all’uomo alla sua Creazione, che non permette altro. È per questo che il teocraticismo come governo su Terra è semplicemente impossibile! È la stessa possibilità reale di dannarsi, o di decidere della sua salvezza anche eterna, che obbliga a non usare il termine “Regno” ma solo quello di “Regalità di Cristo” scelta liberamente nella storia socialmente e da ciascun uomo.La Cattolicità, dopo le nove encicliche “sociali” di Papa Leone XIII, non poteva più non dotarsi di una teoria politica moderna, non solo a unica condanna del comunismo e del liberalismo. È così che si verificò l’assurdo episodio del rimasto inutilmente sconosciuto  Distributismo, fondato sulla proprietà diffusa dei “mezzi di produzione e sulla Famiglia”!
È dopo tutta l’opera sociale e “indirettamente politica” del (non solo) grandissimo Papa Leone XIII e particolarmente della sua “Rerum novarum”, che il parlamentare cattolico Ilary Belloc, amico pure dall’età di gioventù del massimo intellettuale nel primo Novecento londinese e  convertito alla Chiesa cattolica, Gilbert Keith Chesterton, comincia a meditare al progetto di dotare il mondo di una teoria politica religiosa per governare tutta la cosa pubblica. Consegnando così alla Chiesa romana, all’inizio del Ventesimo secolo, una teoria politica molto pratica e rigorosa sul piano filosofico-teologico che le mancava nell’ormai totalmente cambiata civiltà industriale moderna e ben riattualizzata da Leone XIII.
Prima dell’inizio della prima guerra mondiale, nacque così il Distributismo fondato sui due principi ontologici della distribuzione massima della Proprietà e della Famiglia. Ovviamente in modo primordiale collegati. Si formò così anche il trio britannico col terzo distributista irlandese, McNamm, il monaco cattolicissimo, direttore spirituale del duo inglese. Vari libri poi scritti in tre decenni dal prestigioso trio, anche separatamente, con l’intervento di molti articoli e conferenze, fino agli Stati Uniti. Ma nessuna traccia nemmeno d’intercettazione da parte del clero vaticanense che ancora stava vivendo, bisogna riconoscerlo, la sua auto-esclusione premeditata col famoso e radicalissimo “Non expedit” emanato da Papa Pio IX.
Dopo la sua sconfitta e predazione subìta pure del suo Regno pontificio, da Roma a Ferrara!
Nel secolo seguente alla sua morte, l’ignoranza attiva  e il modernismo sociale galoppante completò l’opera di estraneizzazione detta poi tragicamente “apolitica” e in modo impreciso del Cattolicesimo “democratico”. Rimase solo la scomunica della destra e della sinistra hegeliane a carico del liberalismo e del comunismo. E dell’idea assurda per cui fosse di fatto giusto, in modo fondamentale, il principale ostracismo della religione dal cosiddetto “campo politico”…
Ovvero della teleologia, la finalità, del modernismo oltretutto massonico, ex-carbonaro e risorgimentale. E descrittivo responsabile della tragica perdita graduale della creaturalità umana.

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