Anche ammettendo che i parlamentari europei non siano deficienti, ma solo machiavellicamente perfidi di neognostici, l’assurda decisione largamente maggioritaria di escludere, in Europa dal 2035, le autovetture non elettriche è totalmente dissennata. Innanzitutto essa sarebbe giustificata da un “falso fattuale climatico” – comunque non provato, anzi! – per cui tutto dipenderebbe dal CO² riscaldante (peraltro indispensabile per i vegetali, in costante espansione); ci sarebbe poi la nota impossibilità tecnica di far fronte all’oceanica sostituzione tecnologica del sistema (si pensi al gigantesco problema occasionale delle colonnine di ricarica); in seguito avremmo lo spreco economico (dopo quasi vent’anni di recessioni!) aggravato dalla pratica di ricaricare per almeno due ore al posto di due minuti al distributore con nemmeno la metà di autonomia… Per poi accorgersi che solo il 9% della popolazione mondiale (!) “finge di obbedire all’imposizione” di Parigi di “non inquinare”. Per infine considerare che una decisione di tale grandezza non possa essere presa per legge, ma dai mercati, liberamente e in progressione.
La tragedia è che li abbiamo eletti noi, votandoli, questi parlamentari abbrutiti (e corrotti). Il rimedio è ancora possibile con una nuova maggioranza opposta: nell’elezione europea del 2024! In politica più o meno democratica, spesso ci si dimentica che l’origine di tutti i mali consiste nel fatto che gli eletti sono il frutto di elezioni