Per avere una piccola idea della gravissima apostasia ormai avvenuta di Papa Francesco nella Dottrina della Chiesa, occorre ascoltare le ultime desolanti costatazioni rilevate, ancora un’ennesima volta, dal direttore dell’Osservatorio della Dottrina Sociale, Stefano Fontana. Sul tema ormai solito del “Collasso della teologia morale” della Chiesa rispetto al “diritto naturale” e alla sua sciagurata ormai concezione anti-cristiana. Perfino Papa conciliare, san Paolo VI, ne aveva già parlato nella sua provvidenziale e mai veramente accettata enciclica “Humanae vitae” (l’ultima del ‘68!). All’oggi, dopo più di undici anni dell’attuale Pontificato, non si può più ragionevolmente accettare che le continue e innumerevoli esternazioni “occasionali” (quasi però settimanali!) possano ancora essere generosamente catalogate tra le affermazioni eretiche sue personali, non infallibili. Ma con ostinate, consapevoli e pervicaci eterodossie, pretesamente “salvifiche”…
La degradazione modernista era iniziata già con l’”infiltrazione-rincorsa progressiva”, da mezzo millennio nel Cattolicesimo, da parte della filosofia immanentista con cui l’Essere veniva sostituito dal pensiero antropocentrico, pure ateo. Quello di Cartesio, ma non solo Il cosiddetto superamento della teologia Scolastica (divenuta Dottrina), di cui il tomismo è sempre considerato il supremo e veritativo vertice,