La famigerata e ormai fantomatica “classe operaia” si sta accorgendo improvvisamente che la più grande impresa italiana Fiat non esiste più: è stata comprata e sostituita dalla francese Stellantis. Ci son voluti i primi licenziamenti, le delocalizzazioni e le molte promesse vane per intercettare il “funebre” avvenimento. La ragione del tutto è molto semplice: i partiti di sinistra hanno eluso il problema, non potevano amplificare la notizia della svendita all’estero, in quanto gli attuali ex-padroni venditori del grande bene italiano (sovvenzionato da sempre dalle tasse) sono gli stessi (eredi Elkann) che detengono la proprietà di “La Repubblica” e “La Stampa”, ossia i principali quotidiani sostenitori rivoluzionari. Ma c’è ben altro e pure di molto più grave: la questione del Distributismo ignorato!
Per i partiti politici rivoluzionari, è più importante lasciar fare la predazione e la mondiale disinformazione, che difendere gl’interessi dei lavoratori italiani: sempre poveri e pagatori Lo scopo dei partiti, ossia di tutta la politica “di parte”, non è il Bene comune di cui si vantano continuamente, ma la conquista in ogni caso coatta del