La tromba per la sveglia al mattino del 10 giugno 2024, di tutti i veri europeisti da Lisbona agli Urali, è squillata un’ennesima volta, forse ancora invano, anche per i dormienti del nostro Vecchio continente: sempre avvolto nella surreale sonnolenza pseudo-edonista della Ragione in eclisse. Questa è stata resa razionalista (quindi non razionale!) da più di tre secoli d’illuminismo francese e non solo. Il politicismo attuale totalitario e immanentista, detto mondialista di Davos, non ha ancora finito di travolgere sia la sinistra socialista che l’”idealista” destra storica. La cosa era già scritta nel cielo della filosofia del troppo celebrato Hegel: la cui filosofia produce ancora sia il sinistroso collettivismo che le follie della vecchia destra: autodefiniti ora tutti come “neo-democratici liberali”. Nel più assurdo modernismo, grande infiltrato perfino nella Chiesa cattolica. La quale era l’unico baluardo nell’eterna ed unica Verità, sempre classicamente metafisica!
I risultati elettorali hanno esplicitato il caos culturale e politico, in cui l’Unione Europea ha confermato, dal suo Trattato di Maastricht e in modo sempre più intenzionalmente “definitivo”, l’oggettivo “Continente-madre” dell’umanità, dal mito di più di tremila anni Non c’è nessuna ragione di spiegare o di obiettare che l’Europa sia, allo stesso tempo, la guida