L’ecumenismo costituisce la falsificazione ecclesiale forse più mistificante. Esso ha contribuito al compimento della crisi identitaria della Chiesa cattolica nell’ultimo mezzo secolo. Il suo attivismo scatenato è stato paragonabile e proporzionale solamente alla mancanza totale del minimo risultato reale di avvicinamento tra le diverse religioni. Ma soprattutto, lo sforzo della sedicente «unità» con i detti «fratelli separati» si è concluso già nella devastazione e nella degenerazione del solo cattolicesimo. Il quale non ha fatto altro che aumentare la nullificazione della sua eterna, incommensurabile e intangibile Verità Unica: supremazia senza possibilità di mediazioni e di contaminazioni.
L’ottimismo infantile del Concilio Vaticano II ha aperto e accelerato radicalmente i processi fondati sulla parola più vuota di significato della nostra era detta moderna: il dialogo. Il cattolicesimo può veramente dialogare solo se è profondamente certo della sua propria identità trinitaria rivelata, esclusivamente salvifica e soprattutto dottrinariamente dogmatica della sua religiosità millenaria. Sarebbe necessario