Il riduzionismo di Comunione e Liberazione, scaturito dal suo ultimo « pensiero debole », sta seppellendo la grandezza del movimento nel cimitero delle anime morte-viventi da cui il suo fondatore, don Giussani, autentico cristiano, è sempre fuggito tutta la sua vita.
È da parecchi anni che in Comunione e Liberazione c’è una certa direzione (maggioritaria) del movimento che bisbiglia di “nuove catacombe” dove ci si dovrebbe ritirare dal mondo. Le tendenze autolaiciste di esclusione dalla “orrenda” vita pubblica, sociale e politica si fanno sempre più esplicite al punto da generare già una vera e propria lacerazione